SOUL UN FILM CON DUE ANIME

Soul psicologo firenze

SOUL UN FILM CON DUE ANIME

Abbiamo due vite: la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una (Confucio)

Soul un film che sussurra anche all’anima del nostro bambino interiore.

Il nuovo film di animazione Pixar dal titolo “soul” parla poeticamente di come la morte possa aiutarci a vivere più consapevolmente.

È una sorta di invito alla vita che richiede di disidentificarsi dalle proprie paure, dalle proprie ossessioni, dalle proprie passioni e dagli ideali di vita per riprendere il contatto con sé stessi e la realtà.

Joe Gardner, il protagonista, è la rappresentazione dell’uomo che si perde continuamente alla ricerca disperata del vero senso della vita, perdendo la vita stessa. La vita di Joe accade mentre lui è impegnato a rincorrere il suo scopo, quello che credeva avrebbe reso la sua vita degna di essere vissuta.

È solo grazie all’incontro con l’anima 22 nell’antemondo, per evitare l’oltremondo, che Joe scoprirà cos’è la scintilla, l’unico ingrediente invisibile ed essenziale a rendere la vita qualitativamente migliore. Tutto il film cerca di rispondere alla domanda:” cos’è la scintilla?”.

E per rispondere a questa domanda il regista fa appello alla cosiddetta teoria della ghianda, ispirata al mito di Er di Platone, secondo la quale siamo tutti venuti al mondo con un’immagine prima di nascere, che ci definisce: “ognuno di noi percepisce che la propria vita – scrive Hillman nel suo libro più noto, Il Codice dell’Anima – contiene molte più cose di quante le mille teorie fin qui formulate riusciranno mai a definire.

Chi non ha mai avuto, almeno una volta nella vita, una sorta di illuminazione che ci ha condotto dove siamo. Questo qualcosa ci ha colpiti come un fulmine. Dopo la ‘fulminazione’ avevamo chiaro in mente ciò che dovevamo fare e lo abbiamo fatto. Improvvisamente abbiamo avuto una maggiore coscienza di noi”.

La fulminazione di cui parla Hillman può portare erroneamente a confondere la scintilla con il talento,la passione o lo scopo per cui siamo nati.

In realtà scopriamo che la scintilla è il “pass” che serve a tutte le anime nuove, inclusa 22, per nascere e che servirà a Joe per rinascere, grazie alla seconda vita che gli viene offerta. Tuttavia la scintilla non è lo scopo, ma la capacità di incuriosirsi e meravigliarsi della vita stessa. Ed è la stessa “scintilla” che viene offerta allo spettatore per ricordarci che la morte, se usata come orizzonte, può aiutarci a vivere pienamente, assaporandone momento per momento. Soul è come se ci rammentasse che solo nella misura in cui sentiamo di avere realmente vissuto possiamo permetterci di morire e di attraversare senza rimpianti il ponte che porta all’altromondo.

Soul ci offre la possibilità di compiere lo stesso viaggio di rinascita del protagonista mentre siamo ancora sulla terra. Altrimenti il rischio è quello di sentirsi come Joe, non pronto a lasciare una vita non vissuta o come 22, mai pronto a vivere perché convinto di essere inadeguato, identificato con le sue convinzione negativa (non sono capace). Sia Joe che 22 sono la rappresentazione di problematiche reali che entrano negli studi di psicoterapia e che con coraggio chiedono aiuto per imparare a trasformare i “blocchi” in nuovi punti di partenza, modificando le proprie cognizioni negative in cognizioni positive, imparando a mettersi in ascolto e a riconnettersi con il proprio corpo, le proprie sensazioni e le proprie emozioni per imparare a guardare con altri occhi il vero senso della vita e trovare il coraggio di lasciarsi andare al proprio modo di “jazzare”.

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